Cono o coppetta: l’importante è mangiare il gelato

Cono o coppetta: il miglior modo per mangiare il gelato

Cono o coppetta: l’importante è mangiare il gelato

L’eterna lotta su come si mangia il gelato: pro e contro sul cono e sulla coppetta, qual è il modo migliore per gustarlo

Cono o coppetta: questo è il problema. Un dubbio amletico che attanaglia milioni di consumatori. Anche se, per la maggior parte delle persone, la preferenza è sacra: c’è chi mai e poi mai si sognerebbe di prendere il gelato in coppetta e chi invece non sarebbe mai pronto a rinunciarvi.

Quando entriamo in gelateria sappiamo già se prenderemo cono o coppetta, generalmente abbiamo tutti le idee chiare: ormai la nostra mente ci spinge immediatamente sulla nostra preferenza. Non tutti sanno che la scelta ovviamente non è casuale e non è legata all’età (tipo la coppetta più comoda per i bimbi) o ad altri fattori, ma semplicemente al gusto, a una preferenza gastronomica.

Quando il cono è la scelta giusta

Se pensiamo alla storia del gelato, dobbiamo ricordare che inizialmente veniva servito in coppe e bicchieri, mentre si arrivò all’uso del cono molto casualmente, tempo dopo.

Gli esperti consigliano di mangiare il gelato nella cialda conica soprattutto in caso di gusti alle creme, sorbetti e panna. Il motivo? È scienza! Ci sono ricerche ad hoc in grado di dimostrare che la nostra lingua è perfettamente in grado di prelevare la giusta quantità di gelato da ingerire.

Questo permette di gustare più a lungo e meglio il sapore del gelato. E non è tutto: la lingua si riscalda in modo uniforme e recepisce il gusto in maniera più profonda (grazie alle papille gustative) rispetto a quando si mangia il gelato in coppetta, aiutandosi con un cucchiaio o una palettina.

Ma non dimentichiamo che esiste anche una ragione pratica per cui si sceglie il cono anziché la coppetta: avere una mano libera. Ottima anche la scelta del biscottino aggiuntivo, che permette di vivere un’esperienza di gusto unico, grazie anche al contrasto tra la morbidezza del gelato e la croccantezza del biscotto stesso.

C’è chi preferisce la coppetta

E se per il momento abbiamo elencato solo le ragioni valide per mangiare il cono gelato, in realtà ce ne sono altrettante per gustarsi una meravigliosa coppetta.

Tra cono e coppetta quindi la scelta dipende da vari fattori e preferenze: non me la sento proprio di dire cosa sia meglio. Io ho la mia idea, che non esporrò per non far arrabbiare nessuno, ma mi rendo conto che gli aspetti da considerare sono tanti.

Iniziamo col dire che, chi preferisce la coppetta per gustare il suo buon gelato artigianale, ritiene che sia la scelta migliore per praticità: ci si sporca meno e appare più “sobria” (ad alcuni proprio non piace l’idea di cacciar fuori la lingua per leccare il gelato mentre passeggia).

Con la coppetta poi è possibile gustare il proprio gelato con calma, anche se fa molto caldo, con meno rischi che si sciolga e coli sulle mani e sui vestiti. Infatti c’è un aspetto che forse solo i grandi esperti e i veri appassionati di gelato conoscono, ed è legato alla freschezza del gelato. La coppetta consente di mantenere il prodotto più freddo e più a lungo: cucchiai e palettine infatti isolano e mantengono la temperatura del gelato, al contrario della lingua, che lo scalda.

Cono o coppetta: sfatiamo alcuni miti

Il cono rappresenta la vera immagine del gelato, anche se nasconde alcune insidie che spesso non vengono considerate.

A volte il cliente richiede un ordine di gusti specifico da mettere sul cono, ma non sempre è possibile: deve essere il gelataio a correggere eventualmente la richiesta, perché il cono gelato deve essere organizzato in base alla consistenza dei vari gusti scelti dal consumatore.

Sembra una banalità, ma non lo è per niente: ci sono gusti che devono essere messi prima sul cono, perché più “robusti” e in grado di sostenere gli altri. La degustazione su cono inoltre può essere meno precisa: soprattutto nel caso in cui si scelgano più di due gusti, è importante sapere che – per il modo in cui vengono assaporati e per la conformazione del cono – gli stessi si mischiano, confondendosi in bocca, rendendo praticamente impossibile, a un certo punto, distinguerne uno dall’altro.

Tra le insidie del cono, c’è il cono stesso, la sua qualità e il suo sapore: mangiare un gelato buonissimo e terminare con una cialda pessima non rende giustizia al gelataio e al suo prodotto. Il cono gelato è un po’ come il caffè a fine pasto, è l’ultima cosa che si gusta. Se la cialda non è buona, è probabile che il cliente dimentichi addirittura l’elevata qualità e il gusto speciale del gelato appena mangiato.

C’è un altro mito da sfatare sul cono gelato, quello delle palline: sembra che chi lo distribuisca in questo modo metta meno prodotto. In realtà non è così (o almeno, non dovrebbe esserlo), semplicemente la stessa quantità di gelato è disposta in maniera differente, tra l’altro molto più ordinato e pulito.

La coppetta ha un grande pregio

Cono o coppetta? Quest’ultima ha un grande pregio: rende più facile condividere il gelato con una persona che ci sta a fianco. L’ideale per gustare al meglio il gelato sulla coppetta è scegliere solo due gusti, secondo quanto consigliato dagli esperti, più facili da sistemare e anche da mangiare, evitando di mischiare i sapori. I veri intenditori scelgono un gusto solo per volta, per assaporarne la pure e reale essenza, senza “contaminazione” alcuna.

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